I. La Francia alla Vigilia della Rivoluzione
Alla fine del Settecento, la Francia era una delle nazioni più potenti d'Europa, ma al suo interno covava una crisi profonda. Il paese era diviso in tre stati: il Primo Stato (il clero), il Secondo Stato (la nobiltà) e il Terzo Stato, che comprendeva tutti gli altri, dalla ricca borghesia ai contadini più poveri. Questa divisione era profondamente ingiusta: il Terzo Stato pagava la quasi totalità delle tasse, mentre nobiltà e clero godevano di numerosi privilegi e ne erano quasi del tutto esentati.
La situazione economica era gravissima. Le casse dello Stato erano vuote dopo anni di guerre costose, tra cui il sostegno alla Rivoluzione Americana. Il popolo soffriva la fame: i raccolti degli anni 1788–89 erano stati disastrosi, e il pane — alimento base della dieta popolare — era diventato inaccessibile per molti. Re Luigi XVI, uomo debole e indeciso, sembrava incapace di affrontare la crisi.
II. Gli Stati Generali e la Nascita dell'Assemblea Nazionale
Nel maggio 1789, per la prima volta dopo 175 anni, Luigi XVI convocò gli Stati Generali: un'assemblea di rappresentanti dei tre stati chiamata ad approvare nuove tasse. Fin da subito emersero violenti contrasti sul metodo di voto: la nobiltà voleva che ogni stato avesse un voto, mentre il Terzo Stato — che da solo rappresentava il 97% della popolazione — chiedeva il voto per testa.
Non riuscendo a ottenere ascolto, il 17 giugno 1789 i rappresentanti del Terzo Stato si autoproclamarono Assemblea Nazionale, dichiarando di rappresentare la volontà dell'intera nazione francese. Il 20 giugno, trovando chiusa la sala delle riunioni, si riunirono in una palestra e giurarono di non sciogliersi fino a quando non avessero dato alla Francia una Costituzione: è il celebre Giuramento della Pallacorda.
III. La Presa della Bastiglia
La tensione a Parigi esplose il 14 luglio 1789. La notizia che Luigi XVI stava concentrando truppe intorno alla capitale fece temere un colpo di mano del re contro l'Assemblea. Il popolo parigino si armò e assaltò la Bastiglia, un'antica fortezza reale usata come prigione, simbolo dell'oppressione del potere assoluto. I prigionieri erano pochissimi (sette in tutto), ma l'importanza dell'evento era enorme sul piano simbolico: per la prima volta il popolo aveva sfidato e vinto il potere del re.
La notizia si diffuse rapidamente in tutta la Francia, provocando rivolte nelle campagne: i contadini assaltarono i castelli dei nobili e bruciarono i registri dei debiti. Questo periodo di violenza e terrore nelle campagne è conosciuto come la Grande Paura.
IV. La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino
Il 4 agosto 1789, in un clima di entusiasmo rivoluzionario, l'Assemblea Nazionale votò l'abolizione dei privilegi feudali: nobiltà e clero rinunciarono ai loro diritti speciali. Poche settimane dopo, il 26 agosto, l'Assemblea approvò la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, uno dei documenti più importanti della storia moderna.
La Dichiarazione affermava che tutti gli uomini nascono liberi e uguali nei diritti, e che i diritti naturali di ogni individuo sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione. Il potere politico doveva derivare dalla nazione, non dal re. Questi principi si ispiraravano alle idee degli illuministi e si rifacevano alla Dichiarazione d'Indipendenza americana del 1776.
V. La Monarchia Costituzionale e la Fuga del Re
Nei mesi successivi l'Assemblea lavorò alla stesura di una Costituzione, approvata nel settembre 1791. La Francia diventava una monarchia costituzionale: il re manteneva il potere esecutivo, ma il potere legislativo spettava all'Assemblea eletta. Luigi XVI fu costretto ad accettare questa nuova situazione, anche se interiormente la rifiutava.
Nella notte tra il 20 e il 21 giugno 1791, Luigi XVI tentò di fuggire dalla Francia con la sua famiglia per raggiungere le truppe austriache e rovesciare la Rivoluzione. Fu però riconosciuto e fermato a Varennes. Questo episodio — la Fuga a Varennes — segnò la fine della fiducia del popolo nel re e aprì la strada verso la proclamazione della Repubblica.